Oggi ti racconto la storia di Giulia, una mia cliente imprenditrice che mi ha contattata per una consulenza nell’ambito della sua attività imprenditoriale.

Nel corso del nostro primo incontro erano emersi alcuni problemi circa l’organizzazione dei suoi dipendenti e il suo rapporto con gli stessi.

In sintesi Giulia si sentiva sempre messa in discussione e alla fine lei stessa dubitava della sua leadership in ambito aziendale.

LA VOCINA INTERIORE

La mia solita vocina interiore iniziava a pormi domande del tipo:

“Nelle dinamiche aziendali e, in generale nel mondo del lavoro, è possibile introdurre il tema del sentimento della gratitudine?

Magari utilizzandolo come utile strumento per risolvere situazioni conflittuali che alla fine generano solo malcontento generale?”

Come al solito, la vocina mi sottoponeva domande interessanti.

Mi rendo conto che il tema del lavoro è da sempre un tema “scottante” .

Scadenze, gelosie, rapporti con i clienti, con i fornitori, con i commercialisti, con i capi, con i dipendenti.

Conti, tariffe, stress, conciliazioni difficili coni tempi di lavoro, aggiornamenti.

Sufficiente?

E’ UN “PROBLEMA”  SEMPRE E SOLO DEGLI ALTRI?

Premessa.

L’azienda di Giulia è di piccole dimensioni e lei svolgeva le funzioni di imprenditrice, direttore e capo del personale.

Mentre mi esponeva il problema della “mancata motivazione” dei suoi dipendenti sul loro posto di lavoro, si faceva strada nel mio ragionamento l’idea di considerare un aspetto più “spirituale” della faccenda, introducendo il tema della gratitudine, che potrebbe anche sembrare lontana dal mondo del lavoro.

Eppure a rifletterci bene a me non sembra così.

Conseguenza.

Non volendo entrare nelle dinamiche più strettamente organizzative dell’azienda, ma tornando a Giulia, e alla sua affermazione

“i miei dipendenti mancano della giusta motivazione sul posto di lavoro e non si comportano sempre in modo professionale con i clienti”.

Come si spiega che, dopo qualche “domandina” strategica, Giulia ha iniziato a rendersi conto che:

– lei stessa nell’ultimo periodo mancava di motivazione,

– la situazione sembrava esserle sfuggita di mano,

– ed era diventata proprio ciò che non voleva, cioè un proprietario accentratore e non un leader ispiratore.

CON UN PIZZICO DI GRATITUDINE IN PIU’ FORSE…

Dalla parte dell’imprenditore.

Giulia continuava a dire:

“io voglio essere di ispirazione come un forte leader nella mia azienda”.

Peccato che alle domande :

“Cosa pensi che stai facendo in concreto per esserlo?

Come intendi agire nel futuro in tale direzione?”

Giulia faceva seguire un silenzio che definirei alquanto “eloquente”.

E se Giulia si fosse fermata qualche tempo a riflettere sul fatto che i suoi dipendenti le facevano da “specchio” nel suo momento di confusione e mancanza di focus?

Che la prima a mancare di ispirazione era lei?

Non solo, mancava anche del sentimento di gratitudine nei confronti dei suoi dipendenti che, malgrado la situazione di disordine, continuavano a mandare avanti la “baracca”.

E la “baracca” in questione apparteneva proprio a Giulia, non ad altri.

Dalla parte del lavoratore.

E se i dipendenti, anziché parlare alle spalle del loro datore di lavoro (poi le voci di corridoio arrivano sempre alle orecchie di colui di cui si parla) avessero contribuito a cercare nuove soluzioni?

E se anziché formulare inutili lamentele sulla paga, sulle ore lavorative, sulla mancanza di ordine, avessero iniziato a provare gratitudine per il loro lavoro, onorandolo, cercando di fare del proprio meglio, di dare di più?

Probabilmente facendo davvero un lavoro di squadra, cercando di non dare le cose tutte per scontate, si potrebbe realizzare una maggiore armonia anche sul lavoro.

Ed è anche vero che in tanti la realizzano, soprattutto con grande chiarezza di obiettivi e di finalità, sia da dipendenti, sia da imprenditori, sia da manager o da professionisti .

Per oggi ti lascio con un passo contenuto nel mio libro, che riguarda il tema del lavoro.

“Se sai come fare una cosa

Allora troverai sempre un lavoro.

Ma se sai perché la fai, allora sarai una guida”

(Anonimo)

“Il lavoro dà dignità e libertà ed io auguro abbondanza di opportunità per poter realizzare se stessi, anche attraverso il lavoro.

Ogni esperienza, anche quella che può sembrare la più negativa, porta un contributo nella nostra vita.

Il lavoro e la carriera rientrano nelle tre aree più importanti della nostra vita, insieme all’amore e alla salute.

Essere grati per il lavoro è di fondamentale importanza perché provando gratitudine per ciò che si fa, si darà il meglio di se stessi.

Se magari vuoi avere maggiore successo, ti propongo alcune domande che spero possano supportarti.

A volte anche nel lavoro, l’insoddisfazione potrebbe derivare dal fatto che non abbiamo le idee chiare sui nostri obiettivi.

Scrivi quale è il tuo obiettivo nel lavoro per il prossimo anno e per i prossimi cinque anni.

Adesso scrivi quali saranno i benefici che avrai ottenuto quando avrai raggiunto i tuoi obiettivi lavorativi.

Al termine della lettura del libro scoprirai che può essere di enorme supporto provare gratitudine anche per ciò che ancora non abbiamo ottenuto.”

Se anche tu vuoi sperimentarne l’efficacia e la velocità, prendi qui la tua copia di “Dillo con un grazie e sii felice” e inizia a costruire la tua felicità con il potere della gratitudine e il mio metodo 3T.