Ricordi la canzone di Irene Grandi  “Prima di partire per un lungo viaggio”?

Finiva  con questa frase:

“Prima di pretendere qualcosa
Prova a pensare a quello che dai tu”.

L’ho trovata sempre di eloquenza disarmante nel tema della felicità della coppia.

Forse basterebbe soffermarsi su questa frase ogni volta che veniamo sfiorati da un pensiero di lamentela, di accusa o di risentimento nei confronti del partner.

Probabilmente noi donne siamo un po’ più “bravine” quando si tratta di indossare l’abito delle “piccole” vittime e lamentarci.

Gli uomini sono sempre più concentrati sulla ricerca della soluzione, stando almeno a quanto dice John Gray, uno degli esperti americani più famosi ed autorevoli in tema di rapporti di coppia.

Anche se non è sempre detto, aggiungo io.

In questo post non voglio addentrarmi sulla differenza di genere nelle relazioni amorose nell’affrontare il tema delle lamentele o delle possibilità di soluzione di un problema.

Voglio solo soffermarmi brevemente sull’importanza, anche nell’ambito delle relazioni di coppia, del tema della gratitudine, dal momento che spesso mi ritrovo ad essere la “consulente” dei cuori spezzati e/o arrabbiati e/o delusi.

EPPURE NON E’ “TUTTO ROSE E FIORI”

Anche io ho dovuto compiere il mio cammino tortuoso, affrontare i miei “draghi” ed uscire dalla selva oscura, in tema di relazioni amorose, per cui avendo vissuto tanti disagi prima anche sulla mia pelle posso dire che non è “tutto rose e fiori”.

Inoltre la vita ti mette quotidianamente alla “prova” seppure seguendo dinamiche nuove, sfide ed opportunità diverse, a seconda delle circostanze.

Guardandomi indietro credo che mi sarei risparmiata un sacco tempo perso in inutili discussioni e pesanti lamentele che poi non conducevano a nulla di costruttivo.

Eh sì, perché una cosa che ricorre nel comportamento di noi donzelle la devo proprio dire.

In molte soffriamo di una sindrome molto grave, quella che io chiamo la sindrome del

“prima ti conquisto e poi ti cambio io”.

Per caso qualcuno la riconosce?

E’ quella famosa sindrome per le quali alcune donne intraprendono una relazione con un povero “malcapitato” e poi intendono cambiarlo, perché si preoccupano del suo bene, naturalmente.

Da lì liti, lamentele, sotterfugi e crisi continue.

E’ capitato a qualcuno o a qualcuna?

La verità è che non è possibile “cambiare” gli altri perché ognuno ha il diritto di essere e di vivere secondo la propria natura ed i propri valori.

Come scrivo anche nel mio libro Dillo con un GRAZIE e sii felice”,

“Ammetto che per amore ho sofferto molto e mi sono sentita col cuore spezzato più volte, prima di aver compreso che prima di riuscire a realizzarmi in coppia, avrei dovuto trovare la mia armonia e l’amore per me stessa.

E’ stato un percorso difficile ma ad un certo punto ho dovuto trovare risposta alle mie domande-guida,

“Chi sono?”,

“Dove voglio andare?”,

“Quali sono i miei valori?”.

Prima di iniziare una relazione o anche nel corso di un rapporto già datato, è utile avere le idee chiare su alcuni aspetti primari.

L’acquisizione della chiarezza personale, dei propri intenti e, soprattutto, dei propri valori, fornirà una base più sicura su cui poter costruire un rapporto sentimentale duraturo, in cui ognuno è ciò che è ed è libero di esprimerlo e a valorizzare ulteriormente l’altro, condividendo con successo e soddisfazione un tratto di vita.

In una storia non bisogna chiedersi cosa il proprio compagno/la propria compagna potrà dare, ma cosa potremo donare noi.

E ringraziare sempre per tutto ciò che riceviamo in dono e per ciò che riusciamo a donare.”

BASTEREBBE UN PIZZICO DI GRATITUDINE

DOMANDE:

E se anziché perdere tempo a desiderare di cambiare l’altro/a, ci prendessimo il tempo per noi stessi per capire quali sono le nostre priorità, i nostri valori personali.

Se, in sintesi, imparassimo a stare prima bene con noi stessi, ad amare prima noi stessi?

Se, prima di pretendere, imparassimo a chiederci “cosa abbiamo da offrire all’altro/a”?

Soprattutto, se imparassimo ad avere un pizzico di gratitudine in più per ciò che il partner è o fa per noi, come sarebbe la nostra relazione?

IL GIOCO DELLA GRATITUDINE

Nel libro trovi anche uno speciale “gioco della gratitudine” ma qui voglio proporti un potentissimo esercizio da iniziare anche immediatamente e prolungarlo per una settimana o, meglio, per 21 giorni (così applichi proprio il Metodo 3T che descrivo anche nel libro).

Prendi un bel quaderno e scrivi ogni giorno un comportamento che ha avuto il tuo partner (o la tua partner), una delle sue caratteristica che ti sono piaciute agli inizi del rapporto, una cosa carina che ha fatto per te e per cui sei grato/a.

Vedrai che col passare del tempo troverai sempre più motivi per essere grato/a ed anche il vostro rapporto ne beneficerà.